L’esperanto, che cos’è?

L’esperanto è una lingua pianificata, creata poco più di un secolo fa da un giovane medico polacco, il dottor Ludovico Lazzaro Zamenhof, cosciente delle difficoltà di comunicazione tra persone che non hanno la stessa lingua materna. Una lingua priva di eccezioni ed irregolarità grammaticali, flessibile, più facile da apprendere e da utilizzare. Una lingua viva e molto ricca, capace di esprimere tutte le sfumature del pensiero, una lingua che non appartenendo né ad un paese né ad un popolo, rispetta e preserva le culture minoritarie.

L’esperanto è sì una lingua costruita, ma viva. Pochi lo sanno ma l’ebraico, l’indonesiano o il norvegese sono lingue costruite, utilizzate come lingue nazionali. Se, fra le diverse centinaia di progetti di lingue internazionali (Volapuk, Bolak, Spokil, Ido, Idiom Neutral, Latino sine flexione, Interlingua, Occidental, Novial ecc.), soltanto l’esperanto si è affermato, lo si deve alla sua capacità di evolversi e di integrare parole nuove, sia per assimilazione, sia per le possibilità creative delle sue strutture grammaticali. Lo testimoniano la ricchezza della sua letteratura e l’utilizzo dell’esperanto nelle scienze.

Nel mondo si stimano che ci siano da 2 ai 3 milioni di persone che lo parlano nei cinque continenti. Altre fonti parlano di 5 milioni di esperantofoni.

Nessuna lingua è senz’anima. Ogni idioma nazionale esprime l’animo di un popolo o di una civiltà. L’esperanto esprime il desiderio dell’umanità all’unità, e questa aspirazione spiega il segreto della sua vita.

L’esperanto non avvantaggia nessuna cultura che potrebbe opprimere o danneggiare le altre. L'esperanto appartiene a chiunque lo parli e costituisce un ponte fra le culture (vedi Dichiarazione di Boulogne e Manifesto di Praga)






Perché imparare l'Esperanto?

Prima di tutto, perché l'inglese non è così facile e diffuso come si pensa; ci sono però altri motivi per imparare l’esperanto:

- è più facile in quanto ha una grammatica semplice e logica. Molte parole possono essere formate componendo pochi elementi di base. Grazie a ciò e al carattere internazionale del suo vocabolario, l'esperanto è la lingua più facile da imparare che ci sia. Studi scientifici (università tedesca di Paderborn solo per fare un esempio) hanno provato che la lingua pianificata internazionale è fino a dieci volte più facile delle altre lingue.

- farsi degli amici in tutto il mondo; avere corrispondenti di paesi lontani e di altre culture. Se ti piace viaggiare puoi usare il "Pasporta Servo", che raccoglie indirizzi di esperantisti che abitano in più di 70 paesi e che sono pronti a darti ospitalità, o che possono farti da guida nella loro città.

- partecipare con altri esperantisti a convegni locali, nazionali od internazionali; ad esempio, al Congresso Universale dell'Esperanto (Universala Kongreso), al Congresso Internazionale Giovanile o a tutti gli altri incontri internazionali che hanno luogo in Paesi diversi ogni anno, e che sono un'esperienza fantastica per le migliaia di persone che vi partecipano (vedi www.eventoj.hu).

- imparare a conoscere altre culture attraverso uno strumento veramente internazionale: l'esperanto ha una vasta letteratura, sia originale che tradotta, su argomenti di ogni tipo; ci sono inoltre molte riviste e regolari trasmissioni radio in esperanto.

Per saperne di più scarica il PDF Perchè la lingua Esperanto di Piermichele Giordano



RICONOSCIMENTI




FONTI
“L’Esperanto Oggi”, Giovanna Licciardello, FEI, 2014
“Esperanto instruzioni per l’uso”, FEI, Milano
“Manuale della lingua internazionale ESPERANTO”, G. Pacelli, Casa Editrice Giardino, Pisa, 1966